Illuminazione.
India.
Due termini che accostati riverberano suggestioni profonde quanto scontate.
Fotograficamente parlando, il mio viaggio è stato quanto di più lontano si possa immaginare dall'illuminazione.
Nel senso più fisico del termine.
Il cielo quasi sempre grigio, uniforme, appiccicoso.
Una luce piatta e senza vita, una coperta sporca che avvolge tutto quanto con grazia disfatta.
Io non riesco a fotografare così.
I miei occhi non sono capaci di vedere, hanno bisogno di un bisturi affilato che apra le carni del mondo.
La luce è un odore, ed io la fiuto come un cane randagio.